Le categorie che compongono la gestione del magazzino di un’attività commerciale

Per capire come procedere ad una gestione ottimale del magazzino, bisogna partire dall’individuazione delle categorie di scorte che un magazzino può avere;  vi sono cinque categorie principali di scorte a magazzino:

materie prime, semilavorati, prodotti finiti, merce in distribuzione e attrezzature di manutenzione, riparazione e funzionamento.

Materie prime: comprendono tutti i componenti acquistati e i materiali che vanno direttamente nel prodotto finito. Questo tipo di scorte ha un valore aggiunto, in quanto determina subcomponenti, componenti e poi il prodotto finito.

Semilavorati: sono i componenti da assemblare per costituire il prodotto finito. Le materie prime vengono tolte dal magazzino e trasportate al punto di lavorazione. la manodopera diretta, e/o i macchinari, la trasformano in subcomponenti i parti assemblate e poi nei prodotti finiti. Questi semilavorati si possono ritoccare temporaneamente, per venire riutilizzati in fasi di lavorazione successive. Mentre si trovano in questo stato, vengono chiamati anche parti semicomplete.

Prodotti finiti: sono i carichi di magazzino pronti per la spedizione ai centri di distribuzione, ai distributori, ai grossisti o direttamente ai clienti

Merce in distribuzione: è la merce che si tiene nei punti di smistamento più vicini possibile ai clienti. I punti di distribuzione, depositi o magazzini, sono gestiti direttamente dal produttore, oppure sono indipendenti, gestiti da terzi. Comunque sia, la gestione del magazzino è necessaria, indipendentemente dalla titolarità dei punti di distribuzione, perciò il termine”centro di distribuzione” viene usato nel libro per indicare i punti di stoccaggio intermedio, dove sosta la merce prima di venire recapitata al cliente.

Attrezzature di manutenzione, riparazione e funzionamento: le hanno quasi tutte le aziende. Normalmente costano poco, e comprendono servizi e attrezzature di ufficio e di supporto.

Per quanto fin detto, è evidente dunque che tutte le organizzazioni – aziende produttive, distributive, commerciali, banche, ospedali e persino la Banca, hanno qualche problema di magazzino d’Italia.

Tipi di giacenze

Teoricamente in qualsiasi tipo di giacenza vi sono due componenti, stock ciclico e stock di sicurezza.

Lo stock ciclico è costituito dalle parti più “attive” contenute nel magazzino (le componenti al alta rotazione)

Lo stock di sicurezza (prodotti finiti,componenti e materie prime), a volte definito anche stock-tampone, viene usato come protezione contro le fluttuazioni della domanda o delle forniture. Si tengono scorte di sicurezza per fronteggiare le fluttuazioni della domanda o delle forniture di magazzino. Si tengono scorte di sicurezza per fronteggiare le fluttuazioni previsionali, le variazioni degli ordini, o dei ritardi nelle forniture. L’impatto dello stock di sicurezza in un ambiente di produzione consiste nell’accumulo di scorte prima dell’effettiva necessità. Nel programma di produzione, si prevede sempre uno stock di sicurezza, per contrastare l’errore di previsione.

Da un punto di vista fisico, i due tipi di giacenza non sono separati.

Oltre alla distinzione sopracitata, vi è anche una distinzione funzionale delle scorte: cioè le scorte che non aggiungono valore al processo e si traducono in costi addizionali, vivi e finanziari, ma sono necessarie per dare un elevato livello di servizio al cliente.

Le aziende di tutti i settori(distribuzione al dettaglio, produzione, servizi finanziari), sono alle prese con 2 obbiettivi non semplici da conciliare: minimizzazione delle scorte e massimizzazione del servizio al cliente.

Gli obbiettivi di gestione del magazzino consistono nel minimizzare gli immobilizzi, garantendo nel contempo un alto livello di servizio al cliente, la massimizzazione del profitto e, la maggior efficienza possibile in produzione e negli acquisti.

Come abbiamo già accennato nell’articolo “cos’è la gestione del magazzino” alcuni modelli di gestione del magazzino si basano su indici finanziari, come il ritorno degli investimenti (Roi) ed  il tasso di rotazione delle scorte.

La strategia aziendale gioca spesso sulle scorte, quando i prodotti hanno una forte stagionalità, o quando occorre proteggersi dai rischi di forniture irregolari.

Un buon software gestionale di magazzino permette in maniera semplice ed immediata di verificare la giusta scorta al fine di ottimizzare il fatturato e le esigenze dei clienti.