Inventario di magazzino di fine anno: guida per PMI
Sommario
Inventario di magazzino di fine anno: guida semplice per le PMI
A cura di Euromedian · Aggiornato il 19 settembre 2026
In sintesi
- L'inventario di magazzino è la conta di tutta la merce che hai a fine anno, con il suo valore. In termini tecnici si chiamano rimanenze finali.
- Riguarda le imprese sia in contabilità ordinaria sia in contabilità semplificata. Se sei forfettario le regole sono diverse: chiedi al tuo commercialista.
- Si fa in 6 passi: prepara, conta, confronta, correggi, valuta e consegna l'elenco al commercialista.
- Senza un inventario in ordine, l'Agenzia delle Entrate può ritenere poco affidabile la tua contabilità.
- Puoi partire dal gestionale di magazzino gratuito: esporti l'elenco dei prodotti in CSV e lo usi come base per la conta.

Che cos’è l’inventario di magazzino
L'inventario di magazzino è la conta fisica di tutta la merce che hai in azienda a una certa data, di solito il 31 dicembre, e la sua valutazione in euro. Il risultato si chiama rimanenze finali. Serve a sapere davvero cosa hai sugli scaffali e a rispettare gli obblighi contabili e fiscali.
Giacenza e rimanenze: che differenza c’è?
La giacenza è la quantità: quanti pezzi hai. Le rimanenze sono il valore: la giacenza di ogni prodotto moltiplicata per il suo costo.
Chi deve fare l’inventario
L'obbligo dipende dal regime contabile. Ecco il quadro in sintesi:
| Regime | Cosa cambia per l'inventario |
|---|---|
| Contabilità ordinaria | L'inventario è obbligatorio e il valore delle rimanenze entra nel calcolo del reddito. |
| Contabilità semplificata | L'inventario resta obbligatorio. Il valore delle rimanenze non entra nel reddito (si segue il principio di cassa), ma va indicato nel registro acquisti IVA e nella dichiarazione dei redditi. Secondo la Cassazione (ordinanza n. 1861 del 27 gennaio 2025) il valore va indicato per categorie omogenee, non con un solo importo totale. |
| Regime forfettario | Le regole sono diverse. Chiedi al tuo commercialista se e come devi indicare le rimanenze. Se passi al forfettario da un altro regime, resta la rettifica dell'IVA già detratta sulle merci in magazzino. |
Le regole fiscali cambiano e ogni caso è a sé: usa questa guida come punto di partenza e confrontati con il tuo commercialista.
Quando fare l’inventario
L'inventario si riferisce alla data di chiusura dell'esercizio, di solito il 31 dicembre. Puoi contare nei giorni vicini, purché tu riesca a ricostruire le quantità esatte a quella data. Per le imprese in contabilità semplificata, il valore delle rimanenze va indicato entro il termine per presentare la dichiarazione dei redditi.
Come si fa in 6 passi
- Prepara la conta. Scegli un giorno con poco movimento e, se puoi, ferma carichi e scarichi durante la conta. Esporta l'elenco dei prodotti (nel gestionale: Inventario, poi Esporta CSV) e stampalo, con una colonna vuota per la quantità contata.
- Conta la merce, scaffale per scaffale. Meglio in due: uno conta, l'altro scrive. Segna la data e i nomi di chi ha contato.
- Confronta la conta con le quantità a sistema. Se ci sono differenze, ricontrolla prima di correggere.
- Registra le rettifiche. Se la conta è giusta, allinea il magazzino con un carico o uno scarico e scrivi "rettifica inventario" nella nota.
- Dai un valore alla merce. Raggruppa i prodotti in categorie omogenee e attribuisci a ciascuno il costo secondo il metodo scelto (vedi sotto).
- Consegna l'elenco al commercialista e conserva i fogli della conta.
Come si valuta la merce
La legge chiede di raggruppare la merce in categorie omogenee, cioè prodotti simili per natura e per valore, e di valutarla con un metodo preciso. I più usati sono questi:
| Metodo | In parole semplici |
|---|---|
| Media ponderata | Usi il prezzo medio di acquisto, tenendo conto di quanti pezzi hai comprato a ogni prezzo. |
| FIFO | Si considera venduta per prima la merce comprata per prima. La merce che resta è valutata ai prezzi degli acquisti più recenti. |
| LIFO | Si considera venduta per prima la merce comprata per ultima. La merce che resta è valutata ai prezzi più vecchi. |
| Prezzo al dettaglio | Per i commercianti al minuto: si parte dal prezzo di vendita e si toglie il margine di guadagno. |
Quale metodo puoi usare dipende dal tuo regime e da come tieni il bilancio: la scelta spetta al tuo commercialista.
Esempio con la media ponderata
Hai comprato 100 pezzi a 10 euro e altri 100 pezzi a 12 euro. In tutto hai speso 2.200 euro per 200 pezzi, quindi il prezzo medio è 11 euro. A fine anno ti restano 80 pezzi: le rimanenze di quel prodotto valgono 80 × 11 = 880 euro.
Cosa consegnare al commercialista
Prepara un elenco con questi dati:
| Dato | A cosa serve |
|---|---|
| Codice e nome del prodotto | Per riconoscere l'articolo. |
| Categoria | Per raggruppare i prodotti in categorie omogenee. |
| Quantità contata al 31 dicembre | È la base dell'inventario. |
| Costo unitario | Per calcolare il valore. |
| Valore totale (quantità × costo) | Sono le rimanenze finali. |
| Data della conta e nomi di chi ha contato | Per documentare il lavoro fatto. |
Con il gestionale gratuito l'elenco dei prodotti con quantità e valore si esporta in CSV, si apre con Excel e si manda al commercialista. Il valore di giacenza è calcolato sul costo unitario che indichi per ogni prodotto.
Errori da evitare
- Contare mentre la merce entra ed esce senza annotarlo.
- Includere merce che non è tua, per esempio quella in conto deposito.
- Dimenticare la merce danneggiata o invenduta: segnalala al commercialista.
- Indicare un solo importo totale invece dell'elenco per categorie.
- Non conservare i fogli della conta.
Come ti aiuta il gestionale
Il gestionale di magazzino gratuito di Euromedian ti aiuta in tre modi:
- l'elenco dei prodotti, con carichi, scarichi, giacenza e valore di giacenza, si esporta in CSV per la conta e per il commercialista;
- le rettifiche restano nel Registro, con data e nota;
- la scorta minima ti dice cosa riordinare dopo la conta.
Se ti serve un inventario sempre aggiornato, con depositi e fatture elettroniche nello stesso programma, guarda Maestro Gold.
Riferimenti: articolo 2217 del Codice civile; articoli 92 e 93 del Tuir; articolo 18 del DPR 600/1973; Corte di Cassazione, ordinanza n. 1861 del 27 gennaio 2025.
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Domande frequenti
Chi deve fare l'inventario di magazzino?
Le imprese che hanno merce in magazzino, sia in contabilità ordinaria sia in contabilità semplificata. Se sei forfettario le regole sono diverse: chiedi al tuo commercialista.
L'inventario è obbligatorio anche in contabilità semplificata?
Sì. Anche se il valore delle rimanenze non entra nel reddito, l'inventario va redatto e il valore va indicato nel registro acquisti IVA e nella dichiarazione dei redditi.
Cosa rischio se non faccio l'inventario?
Senza inventario, o con un inventario poco dettagliato, l'Agenzia delle Entrate può ritenere poco affidabile la tua contabilità e ricostruire il reddito con un accertamento induttivo, come ha ricordato la Cassazione nel 2025.
Quando faccio la conta del magazzino?
Nei giorni intorno al 31 dicembre. L'importante è poter ricostruire le quantità esatte a quella data.
Che differenza c'è tra giacenza e rimanenze?
La giacenza è la quantità di pezzi che hai. Le rimanenze sono il valore di quella merce, cioè la giacenza moltiplicata per il costo di ogni prodotto.
Posso fare l'inventario con Excel o con un gestionale?
Sì. Puoi contare con carta e penna, poi riportare le quantità nel gestionale o in un foglio Excel. L'importante è conservare la conta e avere l'elenco per categorie.
Chi decide il metodo di valutazione della merce?
Lo scegli insieme al tuo commercialista, perché dipende dal regime contabile e dal modo in cui tieni il bilancio.
