Ditta individuale: introduzione all’apertura
Quante volte ti sei chiesto se è conveniente aprire un’attività autonoma, in che modo farlo, quali costi sostenere e a chi rivolgerti? Immagino tante volte, ma subito dopo hai fatto un passo indietro. Oggi cercheremo di rispondere alle tue domande.
La ditta individuale è una delle forme giuridiche più semplici per chi intende svolgere un’attività professionale a scopo di lucro.
La particolarità di questa forma d’impresa è che la responsabilità ricade su un unico soggetto che è anche titolare d’impresa.
Questa attività deve essere finalizzata:
alla produzione di attività industriale o artigiana,
o
allo scambio, commercializzazione di prodotti finiti di beni e servizi.
Il titolare della ditta individuale potrà avvalersi dell’ausilio di collaboratori, assunti in qualità di: dipendenti, professionisti, collaboratori a progetto, ma la gestione ed il rischio d’impresa ricadrà esclusivamente sul titolare d’impresa. L’art. 2082 del codice civile, definisce l’imprenditore come colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o lo scambio di beni e servizi.
Sommario
Come si costituisce una ditta individuale?
Per procedere alla costituzione di una ditta individuale occorre seguire cinque semplici step:
- apertura della Partita Iva presso l’Agenzia delle Entrate;
- apertura di una posizione previdenziale presso l’INPS;
- iscrizione alla Camera di Commercio;
- compilare la cosidetta Comunicazione Unica;
- dotarsi di pec, ossia posta elettronica certificata.
L’apertura della partita iva può essere effettuata presso l’Agenzia delle Entrate, ed è gratuita, mentre l’iscrizione presso il Registro delle Imprese deve essere effettuato con un unica pratica Comunica come previsto dalla legge 40/2017.
L’iscrizione può avvenire con immediato inizio dell’attività o senza immediato inizio attività, da comunicare entro 30 giorni dall’inizio effettivo.
La pratica Comunica deve essere inoltrata da un consulente, con costi variabili da 180 ai 210 euro, ai quali vanno ad aggiungersi i bolli stabiliti dalla Camera di Commercio.
Dal 2012 è obbligatorio che venga aperto anche l’indirizzo di posta elettronica certificata sul quale arriveranno tutte le comunicazioni relative alla ditta individuale.
Sempre in fase di apertura la ditta individuale è tenuta al pagamento del diritto annuale camerale entro e non oltre 30 giorni.
Che cos’è ComUnica?
Secondo l’articolo 9 del D.L. 7/2007 convertito nella legge 40/2007, per costituire una ditta individuale è obbligatorio presentare, esclusivamente per via telematica, la Comunicazione Unica detta ComUnica che consente di comunicare a tutti gli organi interessati la nascita della nuova ditta.
Nell’apposito sito del www.registroimprese.it vengono forniti tutti i chiarimenti in merito a questa pratica informatica, che si compone di un insieme di file costituito da un modello riassuntivo contenente:
- i dati del richiedente,
- l’oggetto della comunicazione,
- il riepilogo delle richieste ai diversi enti.
Perchè è importante ComUnica?
La Comunicazione Unica semplifica il rapporto tra le imprese e la Pubblica Amministrazione mediante l’utilizzo di un’unica procedura per gli adempimenti degli interessati nei confronti delle:
- Camere di Commercio,
- Agenzia delle Entrate,
- INAIL
- INPS.
Infatti, mediante la comunicazione unica il titolare della ditta individuale potrà effettuare contemporaneamente una serie di adempimenti preparatori all’avvio dell’attività della ditta individuale.
Vantaggi della Comunicazione Unica
Un’unica pratica da inviare al Registro delle Imprese provvederà a distribuire successivamente a tutti i vari enti coinvolti le informazioni inerenti alla:
- richiesta dell’iscrizione al Registro Imprese,
- richiesta di Codice Fiscale e Partita IVA (Agenzia delle Entrate),
- richiesta dell’iscrizione all’INPS dei dipendenti o dei lavoratori autonomi all’apertura della posizione assicurativa presso l’INAIL.
Tempistiche di ComUnica
Dopo aver compilato e inviato la comunicazione unica il titolare della ditta individuale riceverà l’esito della procedura:
- entro 5 giorni da parte del Registro delle Imprese dalla data di protocollazione della domanda e della denuncia al REA;
- entro 7 giorni da parte dell’INPS e dall’INAIL dal giorno in cui hanno ricevuto la comunicazione da parte della Camera di Commercio;
- immediatamente da parte dell’Agenzia attraverso l’attribuzione della partita iva o del codice fiscale.
Ditta individuale e codice ateco: Registro Imprese
In base ad una tabella denominata codici Ateco 2007 pubblicata dall’ISTAT e in vigore dal 2008 ad ogni nuova attività viene attribuito un codice che ne identifica appunto l’attività svolta. E’ il Registro delle Imprese che provvede ad attribuire il codice Ateco in base alla descrizione dell’attività presentata al registro da parte del titolare della nuova attività. Successivamente il codice sarà visibile nella visura camerale che riporterà tutti i protocolli delle comunicazioni uniche presentate agli enti e i risultati delle stesse.
E’ obbligatorio il notaio nella ditta individuale?
Assolutamente no, la legge non impone in alcun caso la presenza del notaio. La ditta individuale non richiede la costituzione di un atto costitutivo e uno statuto da sottoscrivere davanti ad un pubblico ufficiale che certifichi la validità del Contratto Sociale fra i soci della nuova impresa, in quanto questa tipologia di attività non richiede la presenza dei soci.
L’amministrazione della ditta individuale a chi spetta?
L’amministrazione della ditta individuale spetta al titolare della ditta individuale in qualità di amministratore unico e rappresentante legale della stessa.
Chi è responsabile dei debiti contratti?
La responsabilità sociale è della ditta individuale, ossia è l’imprenditore individuale che risponde dei debiti contratti dalla società.
In caso di chiusura della ditta individuale qualora ci fossero ancora dei debiti da onorare questi ultimi si trasferiscono automaticamente in capo alla persona fisica che ne risponderà con il proprio patrimonio.
Quali vantaggi nella ditta individuale?
- struttura organizzativa semplificata: a parte i costi per l’apertura della partita IVA, non è richiesto il versamento del capitale al momento della costituzione.
- decisioni accentrate in capo al titolare: l’imprenditore individuale è l’unico proprietario della sua impresa, l’unico artefice delle sorti della sua attività, infatti è lui che decide come agire, i progetti da seguire, le fonti di finanziamento e come utilizzare delle risorse. Spesso in strutture più complesse come le società, le decisioni vengono prese da organi collegiali: consigli direttivi, consigli di amministrazione, assemblee dei soci, che possono portare a lungaggini tali da far perdere delle occasioni per mancanza di tempestività;
- contabilità più snella: la ditta individuale rispetto ad una società è esonerata da una serie di adempimenti contabili non obbligatori, infatti la tenuta dei libri sociali non è obbligatoria.
- minori costi di gestione
- assenza di redigere il bilancio ditta individuale alla fine dell’anno: il bilancio al termine dell’anno sarà infatti dato solamente dalla differenza delle entrate e delle uscite dell’azienda, senza bisogno di stipulare un vero e proprio bilancio.
Quali svantaggi nella ditta individuale?
- responsabilità illimitata per i debiti contratti e gli importi insoluti: il rischio d’impresa va oltre il capitale conferito in azienda, e può incidere anche sul capitale personale del titolare. L’imprenditore deve esporsi oltre che con i mezzi che ha conferito nella propria impresa, anche con il proprio patrimonio personale, infatti, risulta essere per legge illimitatamente responsabile nei confronti dei terzi creditori e risponde con tutto il suo patrimonio personale dei debiti contratti dall’impresa;
- disponibilità di risorse molto limitate: le imprese individuali, facendo capo al solo titolare potranno contare solo sulle loro disponibilità e di quelle che si riusciranno a prendere in prestito, ragione per cui la ditta individuale si presta a restare un’impresa medio -piccole dimensioni;
- apporto delle sole risorse dell’imprenditore: non c’è la possibilità di avere un socio con il quale costituire la società e dividere le spese, dunque ogni onere finanziario iniziale è totalmente a carico dell’imprenditore;
- maggiore difficoltà ad ottenere finanziamenti bancari, soprattutto in fase di iniziale attività perché non esiste un capitale fisso a garanzia, se non quelle fornite direttamente dal patrimonio del titolare;
- maggiore tassazione: il reddito prodotto dall’impresa, va a sommarsi a quello personale dell’imprenditore e nel caso di redditi particolarmente elevati, potrà portare ad una tassazione notevole.
In conclusione possiamo dire che occorre valutare i costi e i benefici in base alle proprie esigenze per la costituzione di una ditta individuale; perché come abbiamo avuto modo di capire se da un lato si hanno pochi costi iniziali e di gestione, dall’altro lato il titolare è l’unico responsabile.
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