Evasometro: al via i controlli sui conto correnti degli italiani

 

Proprio in questi giorni i conti correnti degli italiani sono sotto la lente del fisco, in particolar modo saranno oggetto  di controllo: il saldo, la giacenza media e i movimenti  finanziari (prelievi –versamenti).

 

Dal 2 settembre, infatti, è attivo un algoritmo che prende il nome di Risparmiometro si applica sia alle aziende che ai privati cittadini e ha la finalità di far venire a galla i furbetti del fisco. In realtà il Risparmiometro  è stato  introdotto in anni precedenti con il governo Monti nel 2012.  

 

L’Evasometro si affianca ad altri strumenti anti-evasione come lo scontrino digitale e la fatturazione elettronica per combattere  l’evasione fiscale e recuperare il flusso di denaro eluso.  

 

Evasometro 2019: che cos’è?

 

L’Evasometro è un software,  un nuovo strumento a disposizione dell’Agenzia delle Entrate che mira a controllare i conti correnti dei contribuenti e opera tramite l’algoritmo Risparmiatore il quale si attiverà per segnalare lo scostamento del 20 – 25%  da quanto emerge dal saldo del conto corrente e quanto dichiarato al fisco mediante la propria dichiarazione dei redditi.

 

Evasometro: come funziona l’algoritmo Risparmiometro? 

 

L’algoritmo in questione assolve molteplici funzioni tutte miranti a realizzare lo stesso obiettivo, ossia segnalare casi di incongruenze e anomalie tra i redditi dichiarati e quelli realmente in possesso del contribuente.

 

  • è un algoritmo capace di incrociare  i movimenti bancari dei contribuenti con i redditi comunicati in sede di presentazione della propria dichiarazione dei redditi;                                         
  • invierà un alert nel caso saranno evidenti irregolarità e saranno avviati i primi controlli;
  • i controlli saranno effettuati mediante il database, SuperAnagrafe , incrociando i dati contenuti nei modelli fiscali Unico, 730, con i nomi di coloro che sono a rischio evasione;
  • qualora l’algoritmo evidenzi elevate spese sostenute rispetto a quanto dichiarato allora sia la Guardia di Finanza che l’Amministrazione Finanziaria potranno intervenire.

 

Accertamento: onere della prova a carico del contribuente

 

Al contribuente spetta l’onere di dimostrare di non aver dichiarato il falso e non aver commesso alcuna azione fraudolenta. Dovrà esibire tutti i documenti che dimostrano la  provenienza di una maggiore entrata a seguito  di una donazione o perché si  è beneficiari di una eredità.

 

Qualora l’Amministrazione Finanziaria oppure la Guardia di Finanza non ritenga sufficienti le prove presentate dal contribuente allora l’Agenzia  delle Entrate potrebbe procedere a tassare solo quella parte che ritiene alta rispetto ai redditi dichiarati.

 

Evasometro: controlli Agenzia Entrate       

 

Sono oggetto di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate le seguenti categorie di flussi finanziari:

 

  • saldi iniziale e i saldi finali dell’anno che risultano dall’estratto conto del proprio conto corrente;
  •  giacenze medie;
  •  prelievi, i versamenti;
  •  conti correnti bancari e postali;
  • libretti postali;
  • buoni fruttiferi;
  • carte di credito;
  • conti deposito;
  • prodotti finanziari;
  • obbligazioni, azioni e titoli di stato;
  • polizze assicurative;
  • fondi pensione;
  • fondi di gestione collettiva del risparmio.

 

Dopo che l’Agenzia delle Entrate avrà provveduto a ricostruire la situazione finanziaria del contribuente incrocerà i dati dichiarati in sede di presentazione della propria dichiarazione dei redditi con i summenzionati rapporti finanziari. Se dal confronto dovesse emergere una rilevante differenza il  contribuente proverà a chiarire la sua situazione nei confronti del fisco.

 

EVASOMETRO: Esempio pratico

 

Qualora un contribuente guadagni uno stipendio pari a 1650 euro al mese però non effettua mai prelievi dal conto per pagare le bollette, comprare abiti, e beni di prima necessità, la conclusione alla quale giunge  l’Amministrazione Finanziaria è che il contribuente abbia entrate extra non dichiarate al fisco, dunque inviterà il contribuente a chiarire la sua situazione davanti ad un funzionario, al quale dovrà spiegare che i suoi introiti non sono frutto di attività illecite.  

 

CONCLUSIONI sull’Evasometro

 

In conclusione possiamo dire che simili controlli scoraggeranno il contribuente dal presentare modelli ISEE incompleti o che presentano anomalie. Ricordiamo che l’ISEE è una  autodichiarazione del contribuente, mediante la quale il cittadino ha diritto ad una serie di prestazioni socio-assistenziali al possesso di determinati requisiti, e proprio nell’ISEE vanno indicati tutti i  rapporti finanziari di cui si dispone e che sono sotto la lente del fisco.

 

Il gruppo euromedian è a disposizione per chiarire ogni Vostro dubbio.  Felici di aiutarvi, vi dà la possibilità di scaricare il nuovo modello con le modifiche introdotte alla luce delle ultime disposizioni sugli spostamenti in pdf editabile datato 26 marzo 2020 cliccando su Aggiornato il modulo per l’autodichiarazione

 

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