L’art. 3, D.L. n. 148/2017 ha modificato il comma 1-bis, art. 17-ter, D.P.R. n. 633/1972, aggiungendo di fatto due nuove tipologie di soggetti destinatari dello split payment. Con la modifica del comma 1-bis dell’art. 17-ter, D.P.R. n. 633/1972, a decorrere dall’1.1.2018, lo split payment, oltre che nei confronti delle Amministrazioni pubblichedi cui all’art. 1, comma 2, Legge n. 196/2009, è applicabile anche alle operazioni effettuate nei confronti dei seguenti soggetti:   0a)   Enti pubblici economici nazli, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona; 0b) Fondazioni partecipate dalle predette Amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%; a) società controllate ex art. 2359, comma 1, n. 1 e 2, C.c. direttamente dalla Presidenza del  Consiglio dei Ministri e dai Ministeri; società controllate ex art. 2359, comma 1, n. 2, C.c. direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri; b) società controllate ex art. 2359, comma 1, n. 1, C.c. direttamente dalle Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni e Unioni di comuni; società controllate, direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile, da amministrazioni pubbliche di cui al comma 1 o da enti e società di cui alle lettere 0a), 0b), a) e c); c) società controllate direttamente o indirettamente, ai sensi dell’articolo 2359, primo comma, n. 1), del codice civile, dalle società di cui alle lettere a) e b), ancorché queste ultime rientrino fra le società di cui alla lettera d) ovvero fra i soggetti di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196;società partecipate, per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70 per cento, da amministrazioni pubbliche di cui al comma 1 o da enti e società di cui alle lettere 0a), 0b), a) e b); d) società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana; con il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui al comma 1 può essere individuato un indice alternativo di riferimento per il mercato azionario. Come si può evincere dal raffronto normativo, le fattispecie 0a) e 0b) sono state introdotte ex novo, e sono state apportate numerose modifiche anche agli altri punti. Tra le novità principali si segnala l’introduzione di soggetti che prima non erano compresi, ma che assolvono finalità pubbliche, quali ad esempio le fondazioni partecipate da Pubbliche amministrazioni in misura non inferiore al 70%. Ciò porterà evidentemente ad una difficoltà ancora maggiore per i fornitori di individuare correttamente tali soggetti. Per le società quotate, inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa italiana, si precisa che queste debbono essere identificate ai fini IVA nel territorio italiano. Non è stato precisato se l’identificazione possa avvenire anche tramite un rappresentante fiscale Spesometro 2017: problemi e suggerimenti   L’aumento della proroga e il caos dello Spesometro 2017 In questi mesi si è parlato molto dello Spesometro 2017 e di una serie di conseguenze negative che hanno portato ad un allungamento della proroga relativa alla data di scadenza.   La data di scadenza era stata fissata per il 28 settembre 2017: entro questo giorno tutti i professionisti avrebbero dovuto consegnare il proprio Spesometro. C’è stato però un problema tecnico che ha generato un vero e proprio caos, con la violazione della privacy di tutti i contribuenti.   Infatti il servizio è stato sospeso senza nessun tipo di preavviso e molti sono stati impossibilitati a consegnare le proprie dichiarazioni. Dopo un primo rinvio al 5 ottobre la data ufficializzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per la presentazione della documentazione richiesta è quella del 16 ottobre.   Questa proroga, come già detto, è stata attuata per poter far fronte ai tantissimi problemi che sono avvenuti sulla piattaforma online Fatture e Corrispettivi: nei giorni precedenti alla scadenza ci sono stati moltissimi malfunzionamenti che hanno portato ad una sospensione immediata del sistema.   Il comunicato ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate ha confermato che tutti gli Spesometri inviati entro il 5 ottobre, termine ultimo comunicato in precedenza, sono da ritenersi validi. Chi provvederà ad inviare lo Spesometro entro e non oltre 15 giorni, non riceverà nessuna sanzione. L’Erario ha deciso di prolungare fino al 16 ottobre la scadenza senza applicare sanzioni, proprio per poter evitare ulteriori problemi dovuti dai sistemi informatici. Che cosa è lo Spesometro 2017? Lo Spesometro 2017 è una delle comunicazioni che chi possiede una partita IVA deve effettuare all’Agenzia delle Entrate. Questo provvedimento è obbligatorio e deve essere rispettato da tutti quei soggetti che hanno aperto una partita IVA o intenderanno farlo nel prossimo anno.   Tutte le operazioni che sono ricollegate ai fini dell’IVA, devono essere comunicate direttamente all’Agenzia delle Entrate. In questo modo chiunque deve comunicare le spese che superino i 3.000 euro in caso di fattura e i 3.600 euro lordi in caso di scontrino fiscale.   Questo strumento è stato introdotto per poter avere un controllo maggiore sui possessori di partita IVA e rendere più fluide le comunicazioni tra imprenditori e Agenzia delle Entrate. Infatti si cerca di verificare se i redditi e tutti i beni acquistati possano essere in linea con i redditi che vengono dichiarati: in questo modo i soggetti sono obbligati a dichiarare ogni reddito ed evitare così evasioni fiscali.   Inoltre lo Spesometro è stato introdotto per poter verificare al meglio le emissioni di fatture false, che spesso vengono emesse per poter coprire altre spese. Tra gli scopi principali dello Spesometro troviamo anche quello di tenere sotto controllo la liquidazione IVA e rendere più capillari i controlli generali attestati dalle Entità competenti. In questo modo si cerca di scoraggiare tutti i comportamenti errati portati avanti da chi cerca espedienti per non dichiarare i propri redditi. L’elenco dei problemi dello Spesometro 2017 Ma quali sono stati i problemi riscontrati online per chi doveva comunicare lo Spesometro 2017? Ecco l’elenco che l’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha inviato all’Agenzia delle Entrate:
  • Errore sulla fatturazione multipla. Molte fatture che presentavano più numerazioni non venivano conteggiate e di conseguenza c’è stato un errore sul totale di tutte le fatture, con un dislivello ampio tra la fatturazione reale e quella conteggiata dal sistema.
  • Le modifiche e l’annullamento sulle fatture hanno creato molti problemi, proprio perché non era possibile modificare in nessun modo i dati, soprattutto per quanto riguarda le fatture rivolte al fornitore.
  • I file che vengono scartati per valori errati devono essere rinviati da capo o modificati nella sezione sbagliata? Questa domanda è stata una delle principali, visto che l’errore del conteggio delle fatture ha creato non pochi problemi a chi inseriva la documentazione sul portale online.
Le prime tre problematiche principali erano proprio queste e hanno creato davvero molti problemi, soprattutto a ridosso della data di scadenza. Il malfunzionamento del sistema ha portato anche ad una violazione della privacy consistente per i soggetti contribuenti. È possibile risolvere alcuni problemi attraverso l’inserimento dei codici ma questo sistema non ha ridotto del tutto i problemi, arginandone solo una parte. Infatti molti utenti hanno continuato a riscontrare diverse problematiche, ma soprattutto tanti dubbi sull’elaborazione dei file. Molti non riuscivano a vedere i propri file inseriti, ma lo stesso Ente ha comunicato che questa mancanza era dovuta al processo di elaborazione e che avrebbe impiegato comunque tre giorni per poter essere visibile a tutti. Le risposte dell’Agenzia delle Entrate Dopo il caos generato, l’Agenzia delle Entrate ha fornito tutte le risposte attraverso una pagina apposita. All’interno della sezione FAQ ci sono tutte le domande più frequenti e le risposte. Una delle problematiche principali riguarda il file: nel caso non si riesca a vedere il proprio file nella funzione di monitoraggio si devono necessariamente aspettare tre giorni. Dopo questo periodo sarà possibile ricercare il proprio documento all’interno della sezione apposita. All’interno della sezione viene anche specificato quale sia il ruolo del Gestore, dell’esercente e del produttore: in questo modo è possibile avere un’indicazione ulteriore su come compilare al meglio lo Spesometro 2017.   Tra le FAQ si trovano anche le informazioni riguardanti il sigillo e la smartcard, molto importanti per la trasmissione e l’elaborazione dei dati. Se un soggetto viene incaricato dall’azienda che intende inoltrare lo Spesometro dovrà selezionare i file relativi al soggetto incaricante per poter gestire la documentazione del cliente. Ci sono però dei dubbi che ancora vengono sollevati, soprattutto per quanto riguarda le sanzioni.   Con la nuova proroga fissata al 16 ottobre, non è ancora chiaro se decade il vecchio provvedimento. Infatti l’Agenzia delle Entrate aveva comunicato l’obbligo di trasmettere tutti i documenti entro il 5 ottobre, con 15 giorni di proroga senza applicazione delle sanzioni. Con il nuovo giorno fissato al 16 ottobre, nessuno ha ancora comunicato l’esenzione su eventuali giorni di ritardo per quanto riguarda l’adempimento. Al momento il Governo non ha ancora inviato nessuna comunicazione a riguardo. Come compilare lo Spesometro 2017 Ma quali sono i metodi per compilare lo Spesometro 2017? Bisogna comunicare al portale messo a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, tutte le fatture emesse, le bollette o le fatture ricevute e inserite all’interno del registro d’Impresa con data di registrazione che rientra nei termini previsti dalla normativa, note di credito o debito e tutte le spese fatturate durante il periodo richiesto. Per ogni fattura bisogna assolutamente comunicare i dati dei soggetti coinvolti, la data e il numero della fattura, l’aliquota, l’imposta e che tipo di operazione viene effettuata.  

Come velocizzare la compilazione dello Spesometro 2017?

  Alla luce di quanto fin’ora esposto la situazione legata allo Spesometro 2017 risulta essere stata molto complicata e confusa nella gestione sia da parte degli Enti preposti a causa di informazioni interpretabili e i malfunzionamenti tecnici, sia per i singoli Imprenditori e possessori di partita IVA che avendo poche informazioni certe hanno avuto dubbi nel fornire i dati richiesti. C’era e c’è però un modo per evitare che situazioni del genere si presentino anche in futuro ed è quella di adottare software gestionali di fatturazione che hanno come funzionalità la generazione di tutta la documentazione e file richiesti dallo Spesometro rispettando le normative e le indicazioni tecniche. Per fare un esempio, chi utilizzava i software di gestione fatture Maestro della Euromedian, ha generato i file necessari per lo Spesometro in pochi semplici click senza particolari problemi. Qualora a seguito di problemi tecnici come quelli che abbiamo appena descritto, fosse stato necessario rigenerare tali file o riallegarli, con il software adatto sarebbero serviti pochi minuti.