cosa è l'imprenditoria femminile e quali vantaggi comporta

Incentivi per l’imprenditorialità femminile

Incentivi & Finanziamenti per Imprese

In sintesi

Il Fondo Impresa Femminile, lo storico incentivo nazionale dedicato, ha lo sportello chiuso dal 2022 e non risulta alcuna riapertura ufficiale. Chi vuole avviare o sviluppare un'impresa femminile nel 2026 può però contare su altri strumenti attivi: ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero (finanziamento agevolato su tutto il territorio nazionale), Smart&Start Italia per le startup innovative, Resto al Sud 2.0 per il Mezzogiorno, l'Autoimpiego Centro-Nord, il Fondo di Garanzia PMI e diversi bandi regionali.

Chi cerca oggi informazioni sugli "incentivi per l'imprenditoria femminile" trova spesso online contenuti datati, che descrivono un bando storico ormai chiuso da anni. È un errore comune e comprensibile, ma può portare a costruire un piano d'impresa su una misura che non è più accessibile. In questa guida vediamo prima cos'è, per legge, un'impresa femminile, poi lo stato reale degli incentivi disponibili nel 2026.

Cos’è un’impresa femminile

Per la normativa italiana (Legge 25 febbraio 1992, n. 215, "Azioni positive per l'imprenditorialità femminile"), è considerata impresa femminile:

  • la società di persone con almeno il 60% di socie donne;
  • la società di capitali con almeno i due terzi delle quote di partecipazione e dell'organo amministrativo detenuti da donne;
  • l'impresa individuale la cui titolare è una donna;
  • la lavoratrice autonoma.

Questa definizione è il punto di riferimento per verificare i requisiti di accesso a quasi tutti gli incentivi dedicati, nazionali e regionali.

Attenzione: il Fondo Impresa Femminile è chiuso

Il Fondo Impresa Femminile, istituito con Decreto Interministeriale del 24 novembre 2021 in attuazione del PNRR e gestito da Invitalia per conto del MIMIT, ha lo sportello chiuso alla presentazione di nuove domande dal giugno 2022. Non risulta alcun avviso ufficiale di riapertura: oggi Invitalia gestisce soltanto le pratiche già concesse in passato. Quando era attivo, il Fondo prevedeva fino a 125.000 euro a fondo perduto per le nuove imprese e un mix fino a 320.000 euro (fondo perduto e finanziamento a tasso zero) per le imprese attive da oltre 12 mesi.

Chi sta valutando un investimento non dovrebbe quindi costruire il proprio piano sull'attesa di una sua riapertura, ma orientarsi sugli strumenti realmente attivi.

Gli incentivi attivi nel 2026

Ecco un quadro sintetico dei principali strumenti nazionali a cui un'impresa femminile può accedere oggi:

IncentivoA chi si rivolgeCosa offre
ON — Nuove Imprese a Tasso Zero Società (no ditte individuali) costituite da non più di 60 mesi, a maggioranza femminile o giovanile (18-35 anni), in tutta Italia Finanziamento a tasso zero fino a 1,5 milioni (imprese <36 mesi) o 3 milioni (36-60 mesi); dal 1° luglio 2026 non è più previsto il fondo perduto
Smart&Start Italia Startup innovative ad alto contenuto tecnologico, con maggiorazioni per i team a composizione femminile Mix di finanziamento agevolato e, nei casi previsti, contributo a fondo perduto
Resto al Sud 2.0 Residenti nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), senza limiti di età Fino a 200.000 euro, con una parte significativa a fondo perduto e il resto a tasso zero
Autoimpiego Centro-Nord Chi avvia un'attività nelle regioni del Centro-Nord Contributo fino a 40.000 euro
Fondo di Garanzia PMI — Sezione Speciale Imprese Femminili Imprese femminili che necessitano di un finanziamento bancario Non è un contributo diretto, ma una garanzia pubblica che facilita l'accesso al credito a condizioni migliori
Microcredito Micro-imprese al primo avvio, senza requisiti anagrafici specifici Piccoli importi (fino a poche decine di migliaia di euro) senza garanzie reali

ON — Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero: la misura oggi più rilevante

ON è oggi il principale punto di riferimento nazionale per le imprese femminili, perché è l'unico grande incentivo in cui essere donna sostituisce del tutto il requisito dell'età. È gestito da Invitalia per conto del MIMIT ed è rivolto a società (le ditte individuali sono escluse, salvo trasformazione entro i termini previsti) costituite da non più di 60 mesi, in cui oltre la metà dei soci e delle quote sia detenuta da donne di qualsiasi età oppure da persone tra i 18 e i 35 anni.

La copertura può arrivare fino al 90% delle spese ammissibili (attrezzature, macchinari, software, formazione, marketing, capitale circolante), ma dal 1° luglio 2026, esaurita la quota di risorse dedicate al fondo perduto, l'agevolazione consiste nel solo finanziamento a tasso zero, da restituire in rate semestrali costanti, senza garanzie reali fino a 250.000 euro.

Altri strumenti da conoscere

Oltre ai bandi nazionali, vale la pena verificare sempre:

  • i bandi regionali dedicati all'imprenditoria femminile, spesso finanziati con fondi FESR e diversi da Regione a Regione;
  • le iniziative delle Camere di Commercio locali, che periodicamente pubblicano contributi per le nuove imprese, incluse quelle femminili;
  • il programma Imprenditoria Femminile promosso da Invitalia per conto del MIMIT e del Dipartimento per le Pari Opportunità, che punta a diffondere la cultura imprenditoriale tra le donne con percorsi di formazione e accompagnamento, più che con contributi diretti.

Domande frequenti

Cosa si intende per impresa femminile?

Secondo la Legge 215/1992, è impresa femminile: la società di persone con almeno il 60% di socie donne; la società di capitali con almeno i due terzi delle quote e dell'organo amministrativo in mano a donne; l'impresa individuale la cui titolare è una donna; la lavoratrice autonoma.

Il Fondo Impresa Femminile è ancora attivo nel 2026?

No, lo sportello del Fondo Impresa Femminile è chiuso alla presentazione di nuove domande dal giugno 2022 e non risulta alcun avviso ufficiale di riapertura. Oggi Invitalia gestisce soltanto le pratiche già concesse in passato.

Quale incentivo nazionale è oggi il principale punto di riferimento per le imprese femminili?

ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero, gestito da Invitalia, è aperto a sportello su tutto il territorio nazionale per società costituite da non più di 60 mesi con oltre la metà di soci e quote detenute da donne di qualsiasi età (o da persone tra 18 e 35 anni). Dal 1° luglio 2026, esaurita la quota a fondo perduto, l'agevolazione consiste nel solo finanziamento a tasso zero.

Esistono incentivi a fondo perduto ancora attivi per le donne che avviano un’impresa al Sud Italia?

Sì, Resto al Sud 2.0 è attivo per chi risiede nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), con un contributo che include una parte significativa a fondo perduto e senza limiti di età, quindi accessibile anche alle donne over 35.

Cosa fare se non si rientra in nessuno dei bandi nazionali attivi?

È utile verificare i bandi regionali dedicati all'imprenditoria femminile, spesso finanziati con fondi FESR, il Fondo di Garanzia PMI per accedere a condizioni di credito bancario agevolate, e il microcredito per chi ha bisogno di importi più contenuti per il primo avvio dell'attività.

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Contenuto redazionale a scopo informativo, aggiornato allo stato degli incentivi nel 2026. Le condizioni di bandi e sportelli possono cambiare rapidamente: verifica sempre i requisiti aggiornati sui siti ufficiali di Invitalia e MIMIT o rivolgiti a un consulente prima di presentare domanda.

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