Codici Ateco per Decreto ristori e ristori bis

L’articolo 2 del DL 149/2020 (cosiddetto decreto Ristori bis) prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto a favore dei titolari di partita Iva che svolgono attività nei settori economici interessati dalle misure restrittive previste dal recente Dpcm del 3 novembre 2020 per fronteggiare l’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Corona virus.

L’articolo in commento prevede, nello specifico, che sia riconosciuto un contributo a fondo perduto a favore di soggetti interessati dalle restrizioni imposte dal Dpcm citato, che alla data del 25 ottobre 2020 avevano la partita IVA attiva e svolgono quale attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco  al menzionato DL 149/2020.

In tal modo il governo ha sostanzialmente voluto riconoscere risorse finanziarie di pronto utilizzo e senza obbligo di restituzione ai soggetti con domicilio fiscale o sede operativa in una regione dichiarata con rischio 4 (c.d. regioni rosse) ovvero quelle soggette alle più pesanti limitazioni e restrizioni operative in vista del contenimento della pandemia.

Il contributo in commento viene determinato secondo le modalità i criteri previsti dall’articolo 1 del DL 137 2020 (c.d. Decreto Ristori).

Attenzione ai codici Ateco

Tuttavia, da un attenta analisi dei codici Ateco presenti nel citato allegato 2 emergono alcune duplicazioni e non poche dimenticanze destinate a danneggiare ulteriormente, in modo ingiustificato, alcune categorie di soggetti e a supportarne maggiormente delle altre.

Infatti, nell’elencare i codici Ateco oggetto di ristoro, il legislatore ha inopinabilmente dimenticato alcune attività che, per effetto di quanto previsto dall’articolo 3 del Dpcm del 3 novembre, devono necessariamente rimanere chiuse al fine del contenimento della diffusione del virus nel territorio regionale.

Per quest’ultime, dunque, a fronte della chiusura coatta sancita dal predetto Dpcm non è stata prevista alcuna sovvenzione economica.

Il riferimento è ad esempio al commercio al dettaglio di calzature e accessori di cui al codice Ateco 47.72.10. Attività, questa, certamente obbligata alla chiusura per effetto di quanto previsto dall’articolo 3 del dpcm già citato ma non presente nell’allegato 2 del decreto Ristori bis tra le attività destinatarie dei contributi a fondo perduto nello stesso previsti.

Parimenti, il legislatore pare avere dimenticato di inserire tra le attività destinatarie degli aiuti finanziari previsti dall’art. 2 del decreto Ristori bis l’attività di sgombero di cantine solai e garage di cui al codice Ateco 96.09.01.

Anche questi soggetti, pur essendo obbligati a chiudere la propria attività per effetto delle misure anti corona virus previste dal Governo, non riceveranno alcun ristoro.

Ma ci sono poi i più fortunati… –

A fronte di soggetti dimenticati dal legislatore, in quanto travolti dal Caos dei codici Ateco generato dal sovrapporsi dei decreti, l’analisi combinata degli allegati 1 e 2 al DL 149/2020, fa emergere la presenza di soggetti particolarmente fortunati in quanto destinatari di contributi “duplicati”.

Il riferimento in questo caso è al commercio al dettaglio di bomboniere (codice Ateco 47.78.35) che oltre a ricevere il contributo di cui all’art. 2 del DL ristori bis, destinato esclusivamente ai soggetti operanti nelle c.d regioni rosse, riceveranno anche l’ulteriore contributo ominibus (destinato cioè ai soggetti economici indipendentemente dalla regione italiana in cui si ha domicilio fiscale o sede operativa) previsto dall’art. 1 del DL Ristori in quanto il codice Ateco ad essi relativo risulta presene sia nel novellato allegato 1 al Dl 137/2020 sia nell’allegato 2 del Dl 149/2020.

Non ci rimane che sperare che, nell’attesa dell’erogazione dei contributi in parola, qualcuno si accorga delle distorsioni generate dall’accavallamento delle disposizioni che sempre con maggiore frequenza si verifica in questi giorni e ponga rimedio alla situazione testé descritta.

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