Come funziona la flat tax per le partite Iva?

La Flat Tax è una tassazione che prevede l’applicazione di una aliquota fissa, non progressiva, che colpisce i redditi prodotti allo stesso modo,  a prescindere dall’entità di importo guadagnato.  A differenza di quanto avviene attualmente con la nostra IRPEF, imposta progressiva che tassa il reddito a seconda della sua entità con aliquote che variano dal 23 % fino al 43% e colpisce chi guadagna di più in qualità di singolo contribuente e non il nucleo familiare.

Flat Tax e partite Iva

La Legge di Bilancio 2019 ha introdotto due aliquote fisse: al 15% e al 20% per i titolari di partite Iva e per le imprese. La prima aliquota altro non è che l’estensione del regime forfettario  in vigore dal 1° gennaio 2019 che prevede un’imposta al 15% con uno sconto dei due terzi, quindi il 5% di tasse, per i primi 5 anni di attività al possesso dei seguenti requisiti:

  • il contribuente, nei tre anni precedenti, non deve aver esercitato un’attività artistica, professionale o d’impresa, neanche in forma associata;
  • la nuova attività non deve rappresentare la continuazione di una svolta in precedenza sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, sono esclusi i tirocini per la pratica professionale;
  • qualora venga continuata l’attività svolta in precedenza da un’altra persona, i ricavi e i compensi, realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello di riconoscimento del beneficio, non debbano superare il limite dei 65 mila euro di reddito, che consente l’accesso al regime agevolato.

La seconda, è  l’imposta agevolata al 20%, prevista dal regime analitico operativo dal 2020, con il quale  le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni che nell’anno precedente hanno  conseguito ricavi o compensi fino a 100.000 euro possono applicare al reddito d’impresa o lavoro autonomo l’aliquota al 20% sostitutiva dell’imposta sul reddito, delle addizionali regionali e comunali e dell’IRAP. E’ un regime analitico che sarà operativo dal 2020.

Requisiti di accesso regime forfettario eliminati

Non sono più previsti i seguenti requisiti per accedere al regime forfettario che prima erano indispensabili invece:

  • limite dei 5.000 euro di spesa sostenuta per il personale: dipendenti e collaboratori;
  • limite dei 20.000 euro del costo dei beni strumentali.

Agevolazioni previste per Flat tax al 15%

Ai nuovi contribuenti forfettari vengono estese le seguenti agevolazioni fiscali previste per i contribuenti minimi:

  • sono esonerati dall’obbligo della fatturazione elettronica e viene esteso il limite dei compensi/ricavi a 65 mila euro;
  • non sono soggetti all’Iva e ai relativi adempimenti : dichiarazione, liquidazioni periodiche;
  • tassazione del 5% o 15% che sostituisce Irap, Irpef e addizionali;
  • non sono tenuti agli studi di settore, ora Isa, indicatori sintetici di affidabilità fiscale;
  • non sono  obbligati a tenere i registri Iva obbligatori:acquisti, vendite, etc., ma devono solo numerare progressivamente le fatture e conservarle (escluse le fatture acquisti);
  • sulle fatture non deve essere addebitata l’Iva, e non si deve subire ritenuta d’acconto;
  • sconto del 35% sui contributi per chi è iscritto alla gestione Inps commercianti

Agevolazioni previste per Flat tax al 20%

Tra le agevolazioni previste per questi contribuenti, l’esonero dall’applicazione dell’IVA e dai relativi adempimenti, ma non dall’obbligo di fatturazione elettronica e dalla tenuta dei registri contabili. Il reddito viene determinato nei modi ordinari.

Casi di esclusione Flat Tax al 15%-20%

Nel caso in cui ci siano stati rapporti di lavoro con il committente, nei due anni precedenti la richiesta per poter essere ammessi a godere del beneficio,  non sarà possibile usufruire delle agevolazioni fiscali del 15% e del 20%.

Come stabilisce la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 9/E/2019

la prevalenza dei rapporti nei confronti del datore di lavoro dipende dai compensi ricevuti dallo stesso, e non dal  tempo impiegato per portare a termine gli incarichi conferiti. Se, ad esempio, un contribuente ha concluso un rapporto di lavoro subordinato nel 2018 può usufruire del regime forfetario nel 2019, ma se alla fine del 2019 risulta che ha fatturato maggiormente nei confronti del suo precedente datore di lavoro, dal quale dipendono i suoi maggiori introiti, in termini di guadagno, deve fuoriuscire dal regime forfetario nel 2020.

Suggerisco di leggere anche la risposta dell’Agenzia delle Entrate interpello n.161 del 2019

Confronto Irpef e  Flat Tax quale conviene di più?

Come abbiamo accennato precedentemente l’IRPEF è determinata applicando diverse aliquote a seconda delle fasce di reddito in cui ricade  il contribuente. Vediamo, di seguito, di elencarle suddivise per scaglioni:

  • aliquota al 23% per importi fino a 15.000 euro di reddito;
  • tassazione  al 27% per importi da 15.0001 a 28.000 euro;
  • imposta al 38% da 28.001 a 55.000 euro;
  • aliquota al 41% per importi che vanno da 55.001 a 75.000 euro;
  • imposta al 43% da 75.001 euro in poi.

Facciamo un piccolo esempio pratico: se il tuo reddito è pari a 20 mila euro l’anno dovrai  corrispondere allo Stato il 23% sui primi 15 mila euro di reddito, pari a 3,450 euro, ed il 27% sui restanti 5 mila euro, pari a 1.350 euro, per un totale Irpef di 4.800 euro.

Con la flat tax al reddito prodotto si deve applicare un’aliquota fissa pari al 15%. Questo significa che se il tuo reddito è pari a 20 mila euro l’anno, dovrai pagare 3000 euro di flat tax, notiamo subito che rispetto all’esempio precedente c’è un notevole risparmio.  Il risparmio aumenta al crescere del tuo guadagno, è sufficiente pensare che se guadagnassi 30 mila euro all’anno con la flat tax pagheresti solo 4.500 euro a fronte dei 7.720 euro lordi di Irpef. Alla luce di quanto detto la flat tax risulta essere la più conveniente.

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